Liliana Segre tutelata da una scorta. La realtà oltre i peggiori incubi.

Liliana Segre accompagnata da un carabiniere della sua scorta
Da tempo stiamo raschiando il fondo dei valori che ci hanno resi un popolo riscattato dalla vergogna e dal dramma di vent’anni di fascismo. Quello che ha praticato il colonialismo come prova generale per il successivo  passaggio alla “sofisticata” legislazione razziale. Cioè il massimo dell’ignoranza scientifica assunta come ideologia istituzionale e “pedagogica”.
I continui insulti e le minacce a Liliana Segre sfociati nel garantirle la libertà con la tutela di una scorta, rappresentano il peggio di questa fase storica del nostro paese. Stiamo perdendo i “fondamentali” con il rischio che piano piano ci si abitui alla loro mancanza. Questo è il pericolo che corriamo. Quando una testimone dell’orrore dei campi di sterminio è costretta a vivere blindata, vuol dire che si è oltrepassato un limite fino a ieri inimmaginabile. Ed allora bisogna reagire con tutta la forza che la Costituzione nata dalla sconfitta del fascismo e dalla sua espulsione dalla nostra civiltà democratica ci mette a disposizione. E pretendere la sua applicazione rigorosa proprio per arginare l’ondata di nuove manifestazioni, gesti ed organizzazioni che ripropongono, cercando il consenso nella sfiducia nella politica e nelle istituzioni, l’ideologia del nemico da eliminare e della delegittimazione di chi testimonia il livello di degradazione umana che quella cultura è capace di praticare.
Lorenzo Mazzoli