Liliana Segre tutelata da una scorta. La realtà oltre i peggiori incubi.

Liliana Segre accompagnata da un carabiniere della sua scorta
Da tempo stiamo raschiando il fondo dei valori che ci hanno resi un popolo riscattato dalla vergogna e dal dramma di vent’anni di fascismo. Quello che ha praticato il colonialismo come prova generale per il successivo  passaggio alla “sofisticata” legislazione razziale. Cioè il massimo dell’ignoranza scientifica assunta come ideologia istituzionale e “pedagogica”.
I continui insulti e le minacce a Liliana Segre sfociati nel garantirle la libertà con la tutela di una scorta, rappresentano il peggio di questa fase storica del nostro paese. Stiamo perdendo i “fondamentali” con il rischio che piano piano ci si abitui alla loro mancanza. Questo è il pericolo che corriamo. Quando una testimone dell’orrore dei campi di sterminio è costretta a vivere blindata, vuol dire che si è oltrepassato un limite fino a ieri inimmaginabile. Ed allora bisogna reagire con tutta la forza che la Costituzione nata dalla sconfitta del fascismo e dalla sua espulsione dalla nostra civiltà democratica ci mette a disposizione. E pretendere la sua applicazione rigorosa proprio per arginare l’ondata di nuove manifestazioni, gesti ed organizzazioni che ripropongono, cercando il consenso nella sfiducia nella politica e nelle istituzioni, l’ideologia del nemico da eliminare e della delegittimazione di chi testimonia il livello di degradazione umana che quella cultura è capace di praticare.
Lorenzo Mazzoli

MAI INDIFFERENTI

Intervista alla senatrice Liliana Segre

Malgrado la storia ne abbia dimostrato le conseguenze tragiche, razzismo e fascismo continuano ad essere fenomeni molto presenti nelle società contemporanee e che per tale motivo vanno contrastati con ogni mezzo democratico. Nel nostro paese la cultura dell’intolleranza ha fatto un salto di qualità ricercando, a volte riuscendoci, il consenso sociale per attraversare la barriera valoriale della nostra Costituzione, per trasformarlo in adesione politica e governo delle Istituzioni. Il carico di odio verso la Senatrice Liliana Segre ha una sua gravità specifica e simbolica perché non soltanto si utilizzano termini inaccettabili che richiamano ai momenti più bui del genere umano: si prende di mira una testimone che ha vissuto nell’orrore estremo del razzismo e del fasci-nazismo e che ne può descrivere le più drammatiche conseguenze della loro azione nei campi di sterminio. E’ quella testimonianza severa ed angosciosa, mai rancorosa di chi c’era ed ha visto, che spiazza più di ogni altra cosa questi nemici della democrazia e della civiltà umana.
Per questo motivo vi invitiamo ad ascoltare (o riascoltare) le parole di  Liliana Segre pronunciate in questo video preparato in occasione di un’iniziativa formativa della CGIL in cui la Sezione Adele Bei venne invitata a presentare il volume sulle Leggi razziali: “Mai Indifferenti”, realizzato grazie al lavoro delle compagne e dei compagni della sezione. Volume che viene ripreso da Liliana Segre nella sua testimonianza.
Facciamo questo per rendere merito ad una persona che ha sofferto l’indicibile e che si sta battendo per consentire alle persone di capire che cosa è stato affinché chi c’è e chi verrà, sia al riparo da sentimenti di intolleranza che inevitabilmente portano alla morte della ragione.
Il razzismo è la massima espressione dell’ignoranza ed allo stesso tempo è il gene più profondo che caratterizza il fascismo.
Lorenzo Mazzoli
presidente Sez.  ANPI Adele Bei

Link originale del video:
https://youtu.be/l88r-SNdNME